“Cemento” – Thomas Bernhard

“Chiusi le tende della mia stanza, scrive Rudolf, presi parecchi sonniferi e mi risvegliai solo ventisei ore più tardi nella massima angoscia”. Questo è l’ excipit di Cemento. E, “angoscia”, ne è l’ultima parola. Ma la parola angoscia intesa nel suo pieno significato di oppressione dello spirito, di tormento, di ansia insopprimibile, quale essa appare nel contesto di quella frase con cui si chiude “Cemento”, non appare mai all’interno del testo. Continua a leggere →

“Un viaggio a Klagenfurt” – Uwe Johnson

“A Klagenfurt si pubblica la Karntner Tageszeitung…”in genere veniva a Klagenfurt, dov’era nata e dove aveva trascorso l’infanzia e l’adolescenza, solo per brevi visite. Spesso sembrava come assente, ed evitava del tutto di avere rapporti””. Karntner Tageszeitung di giovedì 18 ottobre 1973, con riferimento a Ingeborg Bachmann a seguito della sua morte avvenuta a Roma il 17 ottobre 1973. Continua a leggere →

“Austerlitz” – Winfried Georg Sebald

Vi è in “Austerlitz” il ricorrere di un errare che è un peregrinare fisico tra luoghi e spazi ma che, nel contempo, è un errare all’interno di uno spazio che è tutto interiore e mentale, in una circolarità reciproca di rimandi e di evocazioni tra l’una e l’altra di queste due condizioni tanto da rendere l’una necessaria all’altra, l’una prodotto dell’altra. Continua a leggere →

“Il Golem” – Isaac Bashevis Singer

In quel suo magico libro che è “Praga magica, il capolavoro di Ripellino [in cui] narra, anzi rivive la metropoli boema dell’età di Rodolfo II, degli alchimisti, del Quartiere ebraico, del Golem”, (A. M. Ripellino – “Praga magica” – Einaudi – 1973 – Premessa), egli, a proposito del Golem, scrive: “Che cos’è un Golem? Un uomo artificiale, d’argilla…il servo Golem è un personaggio chiave di Praga magica. Il vocabolo ebraico “golem”…indica un rudimento, un germoglio, un embrione…”golem” implica dunque qualcosa di incompiuto, di ruvido, di embrionale…Dal significato di “imperfetto” e di “grossolano” è breve il passo a quello di omaccio balordo e goffissimo…Le numerose varianti [del “golem”] presentano tutte il muto fantoccio di mota come un servitore torvo e tardissimo…[con] una statura ben confacente a un gigante…” (p.157 cit.). Continua a leggere →

“Bolero berlinese” – Ingo Schulze

Nel finale di “Una notte da Boris”, uno dei tredici racconti che compongono “Bolero berlinese”, colui che narra la storia oggetto del racconto e di cui ne è uno dei protagonisti, rivela che la storia che noi stiamo leggendo è, a sua volta, il testo di una sua novella: “Avevo scritto la mia “piccola novella”, – così recitava il sottotitolo”,così infatti egli dice. Pertanto colui che narra ci rivela uno sdoppiamento di ruoli e cioè di essere oggetto della narrazione, in quanto parte di essa e, nel contempo, di essere “autore” di quella narrazione avendoci comunicato che quello che abbiamo letto è la trasposizione, scritta da lui, di quella storia da lui narrata. Continua a leggere →

“Soggiorno in una casa di campagna” – Winfried Georg Sebald

Per quella che è sin qui la mia esperienza di lettore di Sebald (“Austerlitz”;”Moments musicaux”; “Soggiorno in una casa di campagna”) ho sempre costante, ogniqualvolta lo leggo, il ricorrere di un’impressione e cioè di essere portato in un mondo fatto di presenze fantasmatiche, di essenze eteree e sospese. Continua a leggere →

“Michael Kohlhaas” – Heinrich von Kleist

“Lungo le rive dell’Havel viveva, intorno alla metà del sedicesimo secolo, un mercante di cavalli di nome Michael Kohlhaas, …uno degli uomini più giusti ma anche più terribili del suo tempo”. La laconicità con cui Kleist nell’incipit definisce Michael Kohlhaas (M. K.) contiene già quella che è la cifra dell’intero racconto: la compresenza di opposti che non si escludono ma convivono generando un’ambivalenza apparentemente contraddittoria, in realtà forsennatamente coerente. Continua a leggere →

“Una questione privata” – Beppe Fenoglio

“Una questione privata” fu considerato, sin dalla sua uscita, avvenuta nel ’63, il più bello e il più importante “romanzo della Resistenza” della nostra letteratura: “il romanzo che tutti avevamo sognato…adesso c’è” dirà, a questo proposito, Calvino, intendendo il fatto che, per la prima volta, della Resistenza ne era stato suscitato e raccontato il suo vero “spirito”. Tuttavia “Una questione privata” è ben lungi dall’essere confinabile in un canone, quel canone della “letteratura della Resistenza” di cui sarebbe il rappresentante più esemplare. Continua a leggere →