“Il bruciacadaveri” – Ladislav Fuks – Una nuova edizione e una nuova traduzione

“Il bruciacadaveri” è il secondo romanzo dello scrittore ceco Ladislav Fuks. Pubblicato a Praga nel ’67, apparve in Italia nel ’72 nei Coralli dell’ Einaudi, tradotto da Ela Ripellino e con un’introduzione di Angelo Maria Ripellino. Dopo quell’edizione, peraltro non più ristampata, non vi sono state altre successive edizioni e quindi quella è stata, sino ad oggi, l’unica da noi esistente. Finché, nel marzo di quest’anno, la casa editrice Miraggi edizioni, all’interno della sua collana di letteratura ceca, ne ha pubblicato una nuova edizione, con una nuova traduzione curata da Alessandro De Vito e una postfazione di Alessandro Catalano. A distanza quindi di circa cinquant’anni viene riproposto, in modo aggiornato, questo libro straordinario, rendendolo nuovamente disponibile.

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“I racconti di Mala Strana” – Jan Neruda

Praga è tre città in una. La città piccola o Mala Strana, la città vecchia o Stare Mesto e la città nuova o Nove Mesto. La città piccola o Mala Strana si stende sulla sponda sinistra della Moldava, nel triangolo compreso tra il fiume e le due colline di Hradcany e Petrin. Definita l’anticamera del Castello di Praga – trovandosi ai piedi del famoso Castello di Hradcany – Mala Strana venne fondata nel 1257, accanto alla città vecchia, come seconda città di Praga. Gli abitanti parteciparono attivamente allo sviluppo architettonico di Mala Strana e le case del quartiere caratterizzano il volto della città.

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“Il Golem” – Isaac Bashevis Singer

In quel suo magico libro che è “Praga magica, il capolavoro di Ripellino [in cui] narra, anzi rivive la metropoli boema dell’età di Rodolfo II, degli alchimisti, del Quartiere ebraico, del Golem”, (A. M. Ripellino – “Praga magica” – Einaudi – 1973 – Premessa), egli, a proposito del Golem, scrive: “Che cos’è un Golem? Un uomo artificiale, d’argilla…il servo Golem è un personaggio chiave di Praga magica. Il vocabolo ebraico “golem”…indica un rudimento, un germoglio, un embrione…”golem” implica dunque qualcosa di incompiuto, di ruvido, di embrionale…Dal significato di “imperfetto” e di “grossolano” è breve il passo a quello di omaccio balordo e goffissimo…Le numerose varianti [del “golem”] presentano tutte il muto fantoccio di mota come un servitore torvo e tardissimo…[con] una statura ben confacente a un gigante…” (p.157 cit.). Continua a leggere