“La panchina della desolazione” – Henry James

“La panchina della desolazione” la si può considerare, al tempo stesso, una fiaba e un incubo, come, a un certo punto, allo stesso Herbert Dodd, la vicenda, oggetto del racconto di cui egli è il protagonista, si rivela: “gli si rivelò sotto l’aspetto ad un tempo della fiaba e dell’incubo”. Continua a leggere

“Mattatoio n.5” – Kurt Vonnegut

“Mattatoio n. 5” è un libro di incontenibile ricchezza, con tante facce e tante realtà che si accavallano, si intersecano, sfuggono e si dilatano, offrendoci innumerevoli possibili letture. In esso convive un misto di realismo e di visionarietà, di rigore e di anarchia, di disincanto e di ironia, di intransigenza e di leggerezza, di durezza e di umanità che lascia stupefatti per come tutte queste cose riescono a fondersi tra loro. Continua a leggere

“Billy Budd” – Herman Melville

L’innocenza non paga perché a pagare sarà un innocente. E se ciò è già atroce di per sé lo è ancor di più laddove si espliciti l’intrinseco significato che assume qui “l’innocenza”. Perché “innocenza” qui non è solo sinonimo di non colpevolezza, non è solo una questione di verità o giustizia, né è un giudizio morale o trascendentale, è assai di più: è una questione di bontà d’animo. Continua a leggere

“Wakefield-Il velo nero del pastore” – Nathaniel Hawthorne

Questi due famosissimi racconti di Hawthorne (H.), che rappresentano una delle massime espressioni della sua opera, nella loro folgorante brevità, quasi come fossero delle parabole, possiedono, in realtà, una tale densità di temi e di implicazioni che, non a caso, da essi ne sono scaturite numerose e complesse chiavi di lettura. Continua a leggere

“Sillabe di seta” – Emily Dickinson

Nella poesia della Dickinson (D.) vi è, come tratto peculiare, la Delicatezza.  Una Delicatezza dei modi e dei toni attraverso cui ella veicola, anche impietosamente, il suo opposto: la Durezza che è sempre insita nella sua poesia come peraltro lo era nella sua vita. Una Durezza mai ostentata, denunciata, praticata, ma intrinsecamente presente nelle cose, in quanto conseguenza dell’ irraggiungibilità che le cose stesse avevano per la D.  Continua a leggere

“Racconti dell’incubo e dell’impossibile” – Edgar Allan Poe

Barbara Lanati in un suo articolo apparso sul Manifesto il 10.7.86, in occasione del centenario della pubblicazione de “Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde” e successivamente inserito nell’ edizione Feltrinelli “Universale economica – I classici” del capolavoro di Stevenson, di cui la Lanati è stata anche traduttrice, solleva la questione del rapporto tra Poe e Stevenson affermando espressamente che “Poe è per Stevenson un punto di riferimento” Continua a leggere

“La figura nel tappeto” – Henry James

“La figura nel tappeto” è un racconto estremamente elusivo e sfuggente che, nella sua apparente semplicità, in realtà racchiude una complessità di cui la bella e articolata introduzione ci dà ampiamente conto. E, anche grazie alla sua lettura, mi sono scaturite alcune considerazioni che “La figura nel tappeto”, a mio modo di vedere, offre. Continua a leggere

“Il giovane Holden” – Jerome David Salinger

Il buon Holden Caulfield (H.C.) è proprio commovente. E’ un sacco di cose ma, prima di tutto, è un maledettissimo, simpaticissimo, tenerissimo tipo. Solo, veramente solo contro tutto e contro tutti. Per la sua età ha già capito tante cose, solo che lui lo sente, ma non lo sa ancora fino in fondo e quindi non sa neanche che cosa fare di se stesso, così finisce che, a quasi tutti, sembra solo molto incasinato e basta. Ma, in realtà, proprio perché ha capito tante cose che è solo contro tutto e contro tutti. Continua a leggere