“L’uomo nell’Olocene” – Max Frisch

Se si volesse sintetizzare in una parola “L’uomo nell’ Olocene”, dandogli un nuovo titolo, quello per me più appropriato sarebbe erosione. Perché ne “L’uomo nell’ Olocene” non solo ci vengono descritte tutta una serie di manifestazioni che hanno a che vedere con i fenomeni fisici dell’erosione ma è l’idea stessa dell’esistere che è ricondotta al concetto di erosione. Al punto che tutto – noi compresi – appare in fondo soggetto nient’altro che un lento e inesorabile processo di erosione che noi contrastiamo con tutto il nostro istinto vitale ma che nonostante noi e indipendentemente da noi ci consuma e si consuma.

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“I beati anni del castigo” – Fleur Jaeggy

“I beati anni del castigo” è un romanzo in cui vi è una nota dominante ed è quella del perenne scarto tra la forma esterna delle cose e quella che invece è la loro effettiva interiorità. Tale forma esterna è contrassegnata da un ordine che regola e sovraintende tutto e con cui si manifesta la realtà delle cose così come appare. Ma dietro tale ordine fuoriescono segnali opposti che rivelano l’effettiva interiorità che quell’ordine maschera.

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“I fisici” – Friedrich Dürrenmatt

“I Fisici” è uno degli ultimi testi teatrali di Friedrich Dürrenmatt, fra i numerosi da lui scritti. Risale al 1962 e in esso trova compiuta realizzazione quell’evoluzione che va dal drammatico al grottesco o, se si vuole, dalla tragedia alla commedia che progressivamente caratterizzerà la sua produzione teatrale. Tuttavia la forma a suo modo comica e più precisamente farsesca della rappresentazione qui, come in altri suoi testi, veicola contenuti e temi che hanno in sé una portata oggettivamente tragica ma, per i quali, proprio quella forma scelta da Dürrenmatt, rende ancor più evidenti le dimensioni e le ricadute di quella portata. Continua a leggere

“La promessa” – Friedrich Dürrenmatt

Ne “La promessa” ci sono due livelli di realtà. Uno è quello della realtà che appare e uno è quello della realtà che non appare. Entrambe sono realtà concrete e “sensate”, tuttavia hanno una fondamentale differenza e cioè che la realtà che appare è Falsa e quella che non appare è Vera. A noi lettori Dürrenmatt ce le fa vedere tutte e due e nel farlo ci dice che in fondo c’è una verità nelle cose del mondo, la quale però al mondo può non apparire, apparendo invece la verità che deriva dalla realtà Falsa. Continua a leggere

“Romeo e Giulietta nel villaggio” – Gottfried Keller

“…e il suo viso, rivolto verso quello del povero ragazzo sgomento, era inondato di lacrime di dolore. “Vieni, baciami ancora una volta! No vattene, fuggi! E’ finita, è finita per sempre, noi non potremo mai essere uniti!” Lo mandò via ed egli…si allontanò disperato, rimanendo per tutta la notte a vagabondare nei boschi. L’indomani…tornò in città e si rintanò nella cupa miseria della sua casa.” In questa scena è descritta una delle dolorose manifestazioni di crudeltà contenute nella novella “Romeo e Giulietta nel villaggio”. Continua a leggere

“Guglielmo Tell per la scuola” – Max Frisch

Non ci si faccia trarre in inganno dal titolo. “Guglielmo Tell per la scuola” non è un testo didattico in senso istituzionale – anche se, nelle intenzioni di Max Frisch, c’è da supporre che egli auspicasse che venisse letto nelle scuole, avendo peraltro tutti i crismi di un possibile utilizzo scolastico; è infatti corredato da un rigoroso ed ingente apparato di note, se ne contano ben 74, le quali occupano un numero di pagine uguale a quelle occupate dal testo vero e proprio, avendo, altresì, tali note, non solo una funzione esplicativa ma interagendo con il testo ed essendone parte integrante in quanto danno quella profondità storica, geografica, culturale, linguistica, filologica e di costume che fa da sfondo alla narrazione vera e propria – perché “Guglielmo Tell per la scuola” è, prima di tutto, uno squisitissimo divertissment letterario e, nel contempo, un impietoso e sarcastico pamphlet con cui Frisch fa a pezzi non solo il personaggio di Guglielmo Tell ma il mito fondativo stesso su cui è nata e su cui vive la Svizzera. Continua a leggere

“I temi di Fritz Kocher” – Robert Walser

Non c’è niente da fare, Robert Walser era un poeta. Possedeva nel suo intimo la capacità di dare alle cose, così come lui le descriveva, anche a quelle più inanimate, un’anima. Leggendolo, inevitabilmente, ci si abbandona alle sue parole, se ne viene cullati e accarezzati, suscita un senso di pace e la voglia di essere in pace. Continua a leggere