“La frontiera di Mosca. Il cucchiaio di legno” – Jiri Weil

Un flusso ininterrotto di fatti e di esistenze in cui si tengono mirabilmente e magicamente insieme la Storia e la vita, come in un grande affresco dove il particolare e il generale si fondono e si mischiano continuamente. Per scoprire, attraverso un grandioso intreccio di storie individuali e di vicende personali, miserie e epicità, spietatezze e dedizioni, ascese e cadute, splendori e disperazioni, conquiste e rinunce, scontri di volontà e lacerazioni, ignorati sacrifici e ignobili sacrifici che vi furono nell’edificazione del socialismo e per l’edificazione del socialismo in era staliniana. Un libro in cui tutto è implacabile e destinico, oltre e al di là degli stereotipi. Bellissimo e colossale.

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“Treni strettamente sorvegliati” – Bohumil Hrabal

Milan Kundera nel suo “L’arte del romanzo” così definisce il comico: “COMICO. Offrendoci la bella illusione della grandezza umana, il tragico ci consola. Il comico è più crudele: ci rivela brutalmente l’insignificanza di tutte le cose. Suppongo che tutte le cose umane contengano il loro aspetto comico…. I veri geni del comico non sono coloro che ci fanno ridere di più, ma coloro che svelano una zona sconosciuta del comico. La Storia è sempre stata considerata come un territorio rigorosamente serio. Ebbene, esiste il comico sconosciuto della Storia. Così come esiste il comico (difficile da accettare) della sessualità”. Continua a leggere