“Memorie di Adriano” – Marguerite Yourcenar

“Poco a poco, questa lettera cominciata per informarti dei progressi del mio male è diventata lo sfogo di un uomo che non ha più l’energia necessaria per applicarsi a lungo agli affari dello Stato; la meditazione scritta di un malato che dà udienza ai ricordi. Ora, mi propongo ancor più: ho concepito il progetto di raccontarti la mia vita.” Con queste parole, poste poco dopo l’inizio del primo dei sei capitoli in cui sono suddivise le “Memorie di Adriano”, l’imperatore Adriano esplicita l’intento che ha assunto per lui quella lettera che egli sta scrivendo e indirizzando a Marco Aurelio, suo nipote adottivo nonché futuro erede dell’Impero, e cioè l’intento di raccontargli la propria vita nel momento in cui quella sua vita sta ormai giungendo al suo termine.

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“Zazie nel metro'” – Raymond Queneau

“La verità! – esclama Gabriel (gesto) – Come se tu sapessi che cos’è. Come se qualcuno al mondo sapesse cos’è. Tutta questa roba (gesto), tutto questo, una bidonata, il Panteon, gli Invalidi, la caserma di Reully, il tabaccaio dell’angolo, tutto. Si, una bidonata” Queste parole pronunciate da Gabriel, lo zio di Zazie, a bordo del taxi del suo amico Charles su cui, con Zazie, sta attraversando Parigi, dopo averla presa in consegna dalla di lei madre la quale, occupata in un convegno amoroso col suo “ganzo”, gliela ha affidata, ci dicono l’essenziale “verità” contenuta in “Zazie nel metro’” e cioè che qui la verità non si sa più cos’è e dove sta. Continua a leggere

“Lo straniero” – Albert Camus

Meursault dice la verità, tutta la verità. Al funerale della mamma – morta nell’ ospizio in cui era ricoverata – si diceva che avesse <<…dato prova di insensibilità>> in quanto aveva dato la sensazione che non fosse rimasto particolarmente turbato per quella morte. Vi aveva assistito a quel funerale non vi aveva “partecipato”. Continua a leggere

“Suburbio e fuga” – Raymond Queneau

Jacques L’Aumone (J.L.) è di quel di Rueil. Lì ci vive anche Louis Philippe des Cigales, il poeta, che “A Rueil è conosciuto”, ma “Disgraziatamente appena passata la Senna non mi si conosce più” ammette amareggiato il des Cigales, il quale però pare essere di nobili origini. E allora, per il nostro J.L. – quando “alzatosi di tavola al momento dell’insalata forzò lo stipetto della mamma e vi scoperse un epistolario comprovante in modo certo la propria filiazione adulterina”, risultando il di lui padre il suddetto des Cigales – fu un attimo vedersi risalire l’intera linea genealogica della nobiltà francese, sentirsi già acquisito nella linea dinastica della monarchia e alé “salire al trono di Francia col nome di Jacques I, primo del nome e fondatore della dinastia dei Laumoningi” Continua a leggere

“Il verbale” – Jean-Marie Gustave Le Clezio

Si prova invidia, alla fine, per Adam Pollo. E’ riuscito a ottenere quello che voleva. “Adam è nell’ ostrica e l’ostrica è in fondo al mare”. Spogliatosi di tutto e spogliato di tutto, anche della libertà, la libertà? Che cos’è la libertà?  Quale libertà? Non esiste la libertà, dal momento che siamo obbligati ad esistere. Continua a leggere

“Supplemento alla psychopathia sexualis” – Albert Caraco

Al di là delle sue tematiche, questo libro contiene intuizioni geniali, visioni estremamente contemporanee e numerosissimi momenti di divertimento sopraffino che, oltre a fare pensare, risultano estremamente esilaranti, in presenza infine di punte di vera letteratura. Detto questo entriamo nel merito. Continua a leggere

“Le particelle elementari”- Michel Houellebecq

Sballottati tra narrazioni di:
bollenti e ripetuti turgori sessuali(individuali, di coppia/e, di gruppo/i);
raccapriccianti episodi di satanismo;
devastanti spaesamenti esistenziali ed affettivi;
abbandoni e separazioni di tutti i tipi (madri/padri vs figli; mariti vs mogli e viceversa; fratelli vs fratelli);
malattie dolorosissime e concluse tragicamente;
ricerche di senso inutili e vane
assistiamo, tramite tutto questo, ad una implacabile requisitoria di Houellebecq (H.) sul tema del Declino dell’Impero Americano (nel senso che mi ha ricordato proprio le atmosfere dell’omonimo film di Denys Arcand), intendendo la parte per il tutto, cioè il mondo occidentale tout – court. Continua a leggere