“La parete” – Marlen Haushofer

“La parete” è un romanzo sul costringersi a non abbandonarsi alla follia, laddove tutto indurrebbe ad abbandonarsi ad essa. La follia è il limite estremo da non oltrepassare. Superarlo significa annientarsi, non superarlo proteggersi. La follia è prima di tutto in quella “parete”: “allungai una mano e toccai qualcosa di freddo e di liscio”. Continua a leggere

“Mendel dei libri” – Stefan Zweig

“Mendel dei libri” è un racconto brevissimo ma di squisita intensità in cui Stefan Zweig inventa un personaggio che chiunque ami i libri e la lettura vorrebbe esistesse ed amerebbe poter incontrare. Perché Jakob Mendel è un catalogo vivente. Egli infatti conosce pressoché tutti i libri che sono stati pubblicati e basta sottoporgli l’argomento a cui si è interessati ed egli sarà in grado di dirvi tutti i titoli esistenti su quell’ argomento e i relativi estremi di ciascun titolo. Continua a leggere

“Il trentesimo anno” – Ingeborg Bachmann

Vi è in tutta l’opera di Ingeborg Bachmann, e nei racconti che compongono “Il trentesimo anno” in modo palese, un’esplicita istanza utopica rivolta verso una vera e propria “rifondazione” del mondo: “La libertà che intendo io: il permesso…di rifondare il mondo ex novo e di dargli un nuovo ordine”. Continua a leggere

“Il caso Franza” – Ingeborg Bachmann

“Al primo tentativo di muoversi Franza si accorse che non ci riusciva, poiché non riusciva nemmeno a rispondergli, alla prima parola impercettibile la sabbia si sbriciolò entrandole nella bocca e negli occhi, e il fango la tenne inchiodata al suolo col peso di un quintale. Era murata viva. Lui la guardò spazientito, non capì che lei non poteva chiamare, non poteva spiegare nulla. Franza tentò di urlare. Lui continuò a non accorgersi di nulla. Il piombo le appesantiva la cuffia da bagno. Era sepolta viva.”  Vi è in questa scena l’evidenza di una condizione, quella dell’essere fagocitati, cioè dell’essere inglobati ancora vivi e distrutti. Continua a leggere

“Doppio sogno” – Arthur Schnitzler

“Doppio sogno” è un testo fortemente perturbante anzi, oserei dire, programmaticamente perturbante. E ciò non solo per quel che di tormentato e tormentante vi è nelle vicende del giovane medico Dottor Fridolin e di sua moglie Albertine, nel cui menage irromperà un universo di pulsioni e di desideri che ne destabilizzerà il profondo e li destabilizzerà nel profondo. Ma lo è, in particolare, per il concetto di perturbante che evoca il testo. Continua a leggere

“Autobiografia” – Thomas Bernhard

Il presente volume, edito da Adelphi, con il titolo di “Autobiografia”, raccoglie i cinque libri che costituiscono l’ “autobiografia” di Thomas Bernhard e cioè: “L’origine. Un accenno”, 1975; “La cantina. Una via di scampo”, 1976; “Il respiro. Una decisione”, 1978; “Il freddo. Una segregazione”, 1981; “Un bambino”, 1982.  A corredare questa edizione concorrono i seguenti apparati: “Introduzione. Nell’attimo decisivo” di Luigi Reitani; “Cronologia”; “Note ai testi”; “Figure e luoghi dell’ “autobiografia””; “Bibliografia”. In considerazione della ricchezza e dell’estrema cura di tali apparati, nonché per la particolare qualità della veste editoriale complessiva, tale edizione riveste un notevolissimo pregio e si rivela preziosissima per la conoscenza e la comprensione dell’opera di Thomas Bernhard qui contenuta.  Continua a leggere

“Antichi maestri” – Thomas Bernhard

In “Antichi Maestri” ricorrono, a mio modo di vedere, due dimensioni: la dimensione del pensiero e la dimensione della condivisione del pensiero. La prima e più immediata evidenza di ciò è fornita dalla struttura in sé del romanzo adottata da Bernhard. Essa si basa su due personaggi principali. Colui che narra: il “filosofo” Atzbacher (A.) il quale “scrive” il romanzo (“scrive A.” riporta Benhard alla fine del primo capoverso) e l’ottantaduenne critico musicale Reger (R.) di cui A. è amico anzi, come scriverà A. : “R. è il mio padre spirituale”. Continua a leggere

“Tre sentieri per il lago” – Ingeborg Bachmann

Le donne protagoniste di questi racconti di cui l’ultimo: “Tre sentieri per il lago” è stato scelto come titolo dell’edizione italiana di questa raccolta, sono tutte donne rinchiuse, prigioniere di se stesse. Un morso duro e serrato ne tiene legata la loro interiorità, impedendo loro di liberarsi di quel grumo oscuro pervicacemente piantato nei loro sé. Continua a leggere