“Vista con granello di sabbia” – Wislawa Szymborska

C’è nelle poesie della Szymborska (S.) un senso costante di smarrimento. Non è però uno smarrimento impotente e tragico, né romantico o trasognato. E’ al contrario uno smarrimento lucido e consapevole di chi percepisce e intuisce l’immensità di cui facciamo parte e della quale cerchiamo vanamente e illusoriamente di impossessarci, laddove la S. coglie al contrario il mistero irrisolto e irresolubile di tale immensità, da cui la duplice valenza che suscita in lei:

“Miei segni particolari:
incanto e disperazione”.
( Da “Il cielo”) Continua a leggere →

“Tempo di uccidere” – Ennio Flaiano

In “Tempo di uccidere” accade ciò che spesso capita nella realtà, sia nelle piccole cose quotidiane che in quelle grandi e importanti della vita, e di cui non ci rendiamo mai abbastanza conto. E cioè che tanto più ci aspettiamo che una cosa accada in un certo modo, in un certo momento, in un certo contesto, bella o brutta che essa sia, tanto più capita che questa cosa accada in tutt’altro modo, momento, contesto di come ci attendevamo che accadesse. Continua a leggere →

“Sommario di decomposizione” – Emil Cioran

Una delle più grandiose demistificazioni dell’essere umano, dell’umanità, del perché si vive, della vita stessa, che il pensiero occidentale sia stato in grado di esprimere. Con lo splendore tagliente e terribilmente vero delle sue parole, Cioran ci obbliga a fare i conti con il catalogo dell’inutile sotto il quale siamo, da sempre, e saremo, sempre, sommersi. Continua a leggere →

“Racconti londinesi” – Doris Lessing

Sullo sfondo di ambienti e luoghi mai sgradevoli, anzi spesso accattivanti, in ciò resi da una descrizione delicata ed elegante, questi racconti fotografano in realtà un mondo pieno di lacerazioni dove il gioco dei contrasti tra ambientazioni apparentemente distensive e piccoli/grandi drammi che vi si consumano rende tali lacerazioni ancor più evidenti. Continua a leggere →

“Miguilim” – Joao Guimaraes Rosa

Un mondo lontano e selvaggio, povero e isolato, in cui la vita è intrisa di sacrifici, si trasforma in un piccolo mondo sospeso, come fuori dallo spazio e dal tempo: danzante in aria: “Il sor Aristeo….diceva quelle cose danzanti in aria.”, dove gli esseri umani, gli animali, gli avvenimenti, le cose, trascendono sé stessi e la realtà concreta di cui fanno parte e diventano essenze, immagini, suoni, colori, in una parola simboli. Continua a leggere →

“Mai devi domandarmi” – Natalia Ginzburg

Perle di saggezza; tocchi di poesia; reminescenze e nostalgie; insegnamenti della vita; ricordi e affetti; paure e angosce; infanzia, adolescenza, giovinezza, età adulta; letture; consapevolezze di sé; onestà intellettuali; senso della storia; rifiuto delle ideologie; disincanto verso il contemporaneo per il contemporaneo; ricerca di senso; contrasti: semplicità/complessità, piccolo/grande, vita quotidiana/vita in generale. Sono questi alcuni dei riferimenti contenuti in “Mai devi domandarmi”, raccolta di scritti della Ginzburg (G.), di cui, la maggior parte, pubblicati tra il ’68 e il ’70 sulla “Stampa”. Continua a leggere →

“Le particelle elementari”- Michel Houellebecq

Sballottati tra narrazioni di:
bollenti e ripetuti turgori sessuali(individuali, di coppia/e, di gruppo/i);
raccapriccianti episodi di satanismo;
devastanti spaesamenti esistenziali ed affettivi;
abbandoni e separazioni di tutti i tipi (madri/padri vs figli; mariti vs mogli e viceversa; fratelli vs fratelli);
malattie dolorosissime e concluse tragicamente;
ricerche di senso inutili e vane
assistiamo, tramite tutto questo, ad una implacabile requisitoria di Houellebecq (H.) sul tema del Declino dell’Impero Americano (nel senso che mi ha ricordato proprio le atmosfere dell’omonimo film di Denys Arcand), intendendo la parte per il tutto, cioè il mondo occidentale tout – court. Continua a leggere →

“Le braci” – Sandor Marai

“Le braci” si divide in due parti. La prima è centrata sulla rievocazione che Marai, attraverso un lucido, essenziale e scandito flashback fa della relazione, pressoché simbiotica, tra Henrik (H.) e Konrad (K.), i due protagonisti. A partire dal loro incontro, avvenuto all’ età di 10 anni, nel collegio militare presso Vienna che frequentavano, fino ai primi anni della vita adulta, avendo attraversato costantemente insieme adolescenza e giovinezza. Continua a leggere →

“La sofferenza del Belgio” – Hugo Claus

Dietro l’apparente leggerezza, scorrevolezza, linearità impressa alla narrazione, “La sofferenza del Belgio” è un romanzo complesso sia per scelte stilistiche(cambi di ritmo, alternarsi di narrazione e rimandi a soggettività interiori, evocazioni di immagini che trascendono il testo, metafore)sia per la numerosità di riferimenti storico-letterari-culturali al mondo e alla tradizione fiamminga e, in ultimo, e soprattutto, per il modo di raccontare la cupezza che incombe su tutto ciò che vi accade. Continua a leggere →

“Il viaggiatore incantato” – Nikolàj Leskòv

“Il viaggiatore incantato” è uno dei due racconti che compongono il volume da cui, appunto, prende il titolo. L’altro è “L’angelo suggellato”. Ebbene consiglio vivamente di leggere questi due racconti, perché sono di rara bellezza, perché sono espressione di una originalità di scrittura fuori dal comune, perché sono di Nikolàj Leskòv che, se pur meno famoso degli altri grandi scrittori russi suoi contemporanei è, in realtà, anch’egli uno dei grandissimi della letteratura russa dell’Ottocento: così lo definiva peraltro, già allora, Tolstoj. Continua a leggere →