Il buon Holden Caulfield (H.C.) è proprio commovente. E’ un sacco di cose ma, prima di tutto, è un maledettissimo, simpaticissimo, tenerissimo tipo. Solo, veramente solo contro tutto e contro tutti. Per la sua età ha già capito tante cose, solo che lui lo sente, ma non lo sa ancora fino in fondo e quindi non sa neanche che cosa fare di se stesso, così finisce che, a quasi tutti, sembra solo molto incasinato e basta. Ma, in realtà, proprio perché ha capito tante cose che è solo contro tutto e contro tutti. Continua a leggere
Autore: ilcollezionistadiletture
“Ferito a morte” – Raffaele La Capria
“Ferito a morte”, non è un libro di facile presa. Soprattutto all’inizio costringe il lettore a mettere e tenere insieme elementi narrativi diversi, che vengono descritti per frammenti, con modalità temporalmente sfalsate, disseminati senza un’apparente unità. Continua a leggere
“Comica finale” – Kurt Vonnegut
Piccolo, grande capolavoro.
Piccolo nella forma: minimalistico, veloce, leggero.
Grande di un potere che solo i grandi hanno: la libertà. Continua a leggere
“C’era due volte il barone Lamberto” – Gianni Rodari
In una sua poesia: “La gioia di scrivere”, la grande poetessa polacca Wislawa Szymborska, a proposito dell’esperienza dello scrivere, dice:
“Dimenticano che la vita non è qui.
Altre leggi, nero su bianco, vigono qui.
Un batter d’occhio durerà finchè lo dico io,
si lascerà dividere in piccole eternità
piene di pallottole fermate in volo.
Non una cosa avverrà se non voglio.
Senza il mio assenso non cadrà una foglia,
nè uno stelo si piegherà sotto il punto del piccolo
zoccolo.
C’è dunque un mondo
di cui reggo le sorti indipendenti?
Un tempo che lego con catene di segni?
Un esistere che a mio comando è incessante?
La gioia di scrivere.
Il potere di perpetuare.
La vendetta d’una mano mortale.”
(In W. Szymborska – “Vista con granello di sabbia” – Adelphi – 1998 – pg.55) Continua a leggere
“Auto da fé” – Elias Canetti
La donchisciottesca epopea di Kien bibliofilo e studioso, esistenzialmente, prima ancora che fisicamente, rinchiuso nella sua biblioteca, tra i suoi libri, nel suo sapere. Gusci, astrazioni nei quali Kien vive in modo totalizzante ed autoreferenziale. Ma il mondo esterno, la realtà, gli altri incombono, non vi si può sfuggire e non c’è lettura, non c’è sapienza che tenga di fronte all’irrompere della materialità e molteplicità della vita. Continua a leggere
“Danubio” – Claudio Magris
Un connubio pressoché perfetto di letteratura, storia, geografia, riflessioni filosofiche ed esistenziali, intrecciato ad una ampia aneddotica relativa a personaggi, luoghi,eventi che tante volte ci dice più di tutto il resto. Tutto ciò ci accompagna e ci guida lungo il corso del fiume, dalle sorgenti tedesche, attraversando l’Austria, la ex Cecoslovacchia, l’Ungheria, la ex Jugoslavia, sino alle foci rumene. Continua a leggere
“Till Eulenspiegel” – Hermann Bote
Opera famosissima della letteratura popolare tedesca dei primi del 500, attribuita, solo in anni recenti, a Hermann Bote, scrittore e gabelliere, vissuto a Braunschweig in Bassa Sassonia, all’incirca tra il 1450 e il 1525. Continua a leggere
“Il colonnello Chabert-L’Interdizione” – Honorè de Balzac
Due mirabili racconti di Balzac sul tema delle ingiustizie e delle meschinerie umane ancora estremamente contemporanei. Continua a leggere
“Sotto il vulcano” – Malcolm Lowry
“Sotto il vulcano” è un libro che, soprattutto all’inizio, può risultare ostico e difficile. Prima di arrivare a capire che cosa stavo leggendo ho patito, per diverse decine di pagine, la frustrazione della quasi totale incomprensibilità. Poi, man mano che andavo avanti, ho cominciato a capire che mi trovavo di fronte a qualcosa di assolutamente fuori dal comune, pieno di cose geniali, capace di evocare immagini e pensieri unici, dotato di una creatività straordinaria. Continua a leggere
“Versante sud” – Eduard von Keyserling
Algido e distaccato eppure elegantemente bello. Siamo sul finire dell’Ottocento. L’ambientazione è tra l’aristocrazia tedesca del periodo. Continua a leggere