Lontano dallo schema degli adolescenti immersi nei loro gruppi dei pari e già proiettati verso agiti adulti, Ammaniti, al contrario, ci descrive un quattordicenne, Lorenzo (L.), solitario, taciturno, desideroso di non appartenere a niente e a nessuno, ancora legato con modalità fortemente fusionali ai genitori, in particolar modo alla madre. Continua a leggere
Autore: ilcollezionistadiletture
“L’assassinio come una delle belle arti” – Thomas De Quincey
Apparentemente decadenti, in realtà molto aristocratiche e snob queste dissertazioni di De Quincey sull’estetica del bell’assassinio. Continua a leggere
“Il giudice e il suo boia” – Friedrich Dürrenmatt
Ne “Il giudice e il suo boia” ci sono due livelli. Uno è quello della realtà che appare e uno è quello della realtà che non appare. Sia ben chiaro sono entrambe realtà dotate di senso ma hanno una fondamentale differenza. La realtà che appare è Falsa. La realtà che non appare è Vera. Continua a leggere
“I pesci non chiudono gli occhi” – Erri De Luca
Ho dovuto leggere questo libro “per forza”, tanto che non avevo intenzione di tenerlo in libreria né, tanto meno, di recensirlo ma, quando l’ho finito, ho sentito il dovere, la necessità di farlo. Non avevo mai letto De Luca, né ero interessato a farlo, adesso che l’ho letto il mio disinteresse si è mantenuto e rafforzato. Continua a leggere
“Fiabe russe proibite” – Aleksandr Nikolaevic Afanas’ev
Credo che in vita mia non ho mai riso tanto leggendo un libro. Perché questa è la cosa più oscena, scurrile, sboccata ma, nello stesso tempo, la più esilarante, la più comica, la più caustica che abbia mai letto. Continua a leggere
“Vergogna” – John Maxwell Coetzee
Per la purezza tagliente del linguaggio che incide, seziona, scava, in modo asciutto ed essenziale, direi inesorabile, per l’intensità della narrazione e della forza emotiva, quasi brutale, in essa contenuta, per il rigore geometrico dell’impianto narrativo, Vergogna si erge ad un livello tale che mentre lo leggevo avevo l’impressione di assistere ad una tragedia greca. Continua a leggere
“Elizabeth Costello” – John Maxwell Coetzee
Che cos’è la letteratura? Questa è la domanda che mi sono posto più volte leggendo “Elizabeth Costello” (“E.C.”). Perché è su questa domanda che “gira” “E.C”., e Coetzee ci “gira” da par suo. Perché non si accontenta di fare un saggio, né tanto meno di fare un romanzo, bensì fa le due cose insieme. Continua a leggere
“C’era una volta” – Viktor Sklovskij
Quando la biografia diventa poesia. Sklovskij (S.) racconta con uno stile incantevole e lieve, con toni delicati e affettuosi memori di evocazioni e di ricordi la San Pietroburgo di inizio secolo in cui nacque e crebbe e il mondo in cui visse, sia quello privato e familiare, sia quello pubblico e artistico. Continua a leggere
“Autobiografia” – Boris Pasternak
Questa “Autobiografia” che risale al ’57, coeva cioè de Il dottor Zivago fu “inizialmente concepita da Pasternak (P.) come introduzione a una nuova raccolta di poesie inedite e disperse”. E, come lo stesso P. ci dice nella “Prima conclusione”, la necessità di pubblicare queste poesie era giustificata dal fatto che per lui rappresentavano “i gradi preparatori del romanzo”, intendendo ovviamente Zivago: “… perché servono di introduzione ad esso che qui io le ristampo”. Continua a leggere
“Atget’s Paris” – Andreas Krase
Nelle foto di Atget vi è un senso di distacco e di sospensione. Un che di etereo e di impalpabile. Su primi piani scarni, anonimi, spogli, inanimati, che fanno da cornice, come se in essi il fotografo vi si nascondesse, si stagliano, in lontananza, edifici monumentali, muri che si elevano impersonali come fondali messi lì a chiudere lo spazio e la visione, chiese gotiche che si intravedono algide emanare il mistero di antiche vestigia, traiettorie di strade che si incuneano serpeggianti fino a scomparire. Continua a leggere