“Legami familiari” – Clarice Lispector

In questi racconti e anche leggendo quella sorta di postfazione che è “Superflue spiegazioni” – con cui termina “Legami familiari” – nella quale la Lispector (L.) accenna alle “fonti” che hanno ispirato i singoli racconti, si ha l’impressione che la L., nella sua scrittura e nella sua immaginazione, sia dominata da impulsi profondi e sotterranei da cui sembra quasi venire inconsciamente guidata. Ciò pur  nell’ assoluto controllo e nell’ assoluta padronanza del “gesto” narrativo intendendo il possesso di una capacità di scrittura notevolissima, originale, fluente e spiazzante. Continua a leggere

“La porta” – Magda Szabo

Emerenc (E.) è la protagonista de “La porta” di Magda Szabo (S.). La S. ce la descrive a partire dal momento in cui E. fa il suo ingresso in casa sua, assunta come domestica, essendo E. anche portinaia e addetta ad altre varie attività nel quartiere in cui le due donne vivono. In quel quartiere la vecchia E. vive da innumerevoli anni e gode, presso tutti gli abitanti, di una stima e di un rispetto diffusi, rappresentando una vera e propria istituzione: riconosciuta, apprezzata e amata.
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“La figura nel tappeto” – Henry James

“La figura nel tappeto” è un racconto estremamente elusivo e sfuggente che, nella sua apparente semplicità, in realtà racchiude una complessità di cui la bella e articolata introduzione ci dà ampiamente conto. E, anche grazie alla sua lettura, mi sono scaturite alcune considerazioni che “La figura nel tappeto”, a mio modo di vedere, offre. Continua a leggere

“Io e te” – Niccolò Ammaniti

Lontano dallo schema degli adolescenti immersi nei loro gruppi dei pari e già proiettati verso agiti adulti, Ammaniti, al contrario, ci descrive un quattordicenne, Lorenzo (L.), solitario, taciturno, desideroso di non appartenere a niente e a nessuno, ancora legato con modalità fortemente fusionali ai genitori, in particolar modo alla madre. Continua a leggere

“I pesci non chiudono gli occhi” – Erri De Luca

Ho dovuto leggere questo libro “per forza”, tanto che non avevo intenzione di tenerlo in libreria né, tanto meno, di recensirlo ma, quando l’ho finito, ho sentito il dovere, la necessità di farlo. Non avevo mai letto De Luca, né ero interessato a farlo, adesso che l’ho letto il mio disinteresse si è mantenuto e rafforzato. Continua a leggere