Già Baudelaire ebbe a dire dei belgi: ”Non esser conformisti è il gran delitto”, ( Charles Baudelaire – Diari intimi – Oscar Mondadori – 1973 – pg.151) denudando, dal suo punto di vista, il male peggiore che lui ravvedeva fra i belgi e cioè il conformismo di facciata che vuole, come sua regola prima, che ad esso tutti si adeguino, rendendosi altresì conniventi con un ipocrita perbenismo che, del conformismo ha bisogno, per costituirsi come coscienza collettiva. Continua a leggere
Autore: ilcollezionistadiletture
“Cinque storie ferraresi” – Giorgio Bassani
“La verità è che i luoghi dove si ha pianto, dove si ha sofferto, e dove si trovarono molte risorse interne per sperare e resistere, sono proprio quelli a cui ci si affeziona di più.” Questa frase che Bassani fa pronunciare a Clelia Trotti la protagonista dell’omonima storia: “Gli ultimi anni di Clelia Trotti” è, a mio modo di vedere, paradigmatica per individuare la traccia che lega e attraversa “Cinque storie ferraresi”. Continua a leggere
“Breve lettera del lungo addio” – Peter Handke
Leggere adesso “Breve lettera del lungo addio”, mi ha riportato alla mente ricordi e sensazioni di almeno 30 anni fa, per intenderci degli anni ’80. Quando i vissuti personali e generazionali di allora trovavano rispecchiamento nei libri di Handke o nei film di Wim Wenders e di Jim Jarmusch, perché in quei libri e in quei film si ritrovavano cose che, in quegli anni, contribuivano ad una presa di coscienza e, al tempo stesso, davano identità. Continua a leggere
“Billy Budd” – Herman Melville
L’innocenza non paga perché a pagare sarà un innocente. E se ciò è già atroce di per sé lo è ancor di più laddove si espliciti l’intrinseco significato che assume qui “l’innocenza”. Perché “innocenza” qui non è solo sinonimo di non colpevolezza, non è solo una questione di verità o giustizia, né è un giudizio morale o trascendentale, è assai di più: è una questione di bontà d’animo. Continua a leggere
“Bartleby lo scrivano” – Herman Melville
Un senso di arcano, di imperscrutabile, di insondabile emana dalla figura di Bartleby. Qual’è il suo segreto? Chi, che cosa l’ha originato? Quando e come si è generato? Continua a leggere
“Wakefield-Il velo nero del pastore” – Nathaniel Hawthorne
Questi due famosissimi racconti di Hawthorne (H.), che rappresentano una delle massime espressioni della sua opera, nella loro folgorante brevità, quasi come fossero delle parabole, possiedono, in realtà, una tale densità di temi e di implicazioni che, non a caso, da essi ne sono scaturite numerose e complesse chiavi di lettura. Continua a leggere
“Ultime lettere di Jacopo Ortis” – Ugo Foscolo
Bisogna leggere i classici e bisogna leggere, se chi come me non l’aveva fatto, questo luogo di poesia che sono le “Ultime lettere di Jacopo Ortis”. Foscolo aveva le vibrazioni nel sangue e le trasmetteva con le sue parole dotate di una intensità e di una sensibilità rare. Una prosa la sua che sfocia costantemente nella poesia. Continua a leggere
“Teatro IV” – Thomas Bernhard
Avendo assistito alla messa in scena di “Prima della pensione”, uno dei testi teatrali contenuti in “Teatro IV” che è il IV volume delle opere teatrali di Thomas Bernhard, ho deciso di sperimentare l’esperienza della lettura dell’originale bernhardiano, per una sorta di ideale completamento della trasposizione teatrale e per concedermi un’immersione nella scrittura teatrale di Bernhard. Continua a leggere
“Supplemento alla psychopathia sexualis” – Albert Caraco
Al di là delle sue tematiche, questo libro contiene intuizioni geniali, visioni estremamente contemporanee e numerosissimi momenti di divertimento sopraffino che, oltre a fare pensare, risultano estremamente esilaranti, in presenza infine di punte di vera letteratura. Detto questo entriamo nel merito. Continua a leggere
“Sillabe di seta” – Emily Dickinson
Nella poesia della Dickinson (D.) vi è, come tratto peculiare, la Delicatezza. Una Delicatezza dei modi e dei toni attraverso cui ella veicola, anche impietosamente, il suo opposto: la Durezza che è sempre insita nella sua poesia come peraltro lo era nella sua vita. Una Durezza mai ostentata, denunciata, praticata, ma intrinsecamente presente nelle cose, in quanto conseguenza dell’ irraggiungibilità che le cose stesse avevano per la D. Continua a leggere