“Il giocatore” – Fedor Dostoevskij

“Quando conosce Dostoevskij, Anna [ Anna Grigor’evna che diventerà poi sua moglie ] ha vent’ anni, mentre lo scrittore ne ha quarantacinque. D. si sta affermando come romanziere – sta uscendo Delitto e castigo a puntate sul Messaggero Russo – ma è in un momento molto critico a causa di un contratto capestro con l’editore Stellowskij. Se non consegna un racconto lungo entro il primo novembre 1866, perde tutti i diritti sulle opere future per dieci anni. E intanto deve continuare Delitto e castigo. E’ all’ inizio di ottobre che, disperato, ascolta il consiglio degli amici di prendere una stenografa e dettare anziché scrivere. Così detta ad Anna e in ventisei giorni è pronto Il giocatore, in tempo per sfuggire all’ editore bandito” (“Anna G. Dostoevskaja: il tempo, la società” di Donatella Borghesi p. VI – in Anna G. Dostoevskaja –  “Dostoevskij mio marito” – Bompiani – 1977) Continua a leggere →

“Il custode” – Carmelo Samonà

“In un luogo di cui non so nulla, a una distanza che mi sembra incolmabile da tutto ciò che un tempo mi fu familiare – o appartenne, anche se remotamente, al mio mondo – una stanza anonima, immersa quasi sempre in una leggera penombra, ospita il mio corpo contro la mia volontà. Non ho che da forzare un poco la maniglia dell’unica porta, e subito la gravità della mia condizione mi è nota. Sono costretto in uno spazio di cui ignoro anche le più immediate adiacenze e dove ogni rapporto col mondo esterno mi è rigidamente vietato, ogni via d’uscita preclusa. Non ho, accanto a me, compagni di prigionia con cui confidarmi, non vi sono custodi che mi diano qualche segno d’una loro volontà di intrattenermi o parlarmi….Vittima di una sorveglianza meticolosa, ho rinunciato da tempo anche a qualsiasi progetto o tentativo di fuga.” Continua a leggere →

“I turbamenti del giovane Törless” – Robert Musil

La dimensione del pensiero costituisce il contenuto fondativo de “I turbamenti del giovane Törless” (T). La trama dei rimandi e dei significanti, al di là delle possibilità, persino poetiche, che raggiunge, ci introduce infatti in una serie di meandri concettuali che ci conducono a confrontarci con l’astratto, a penetrare l’indicibile, a constatare la pulsione, a indagare la mente, a pensare a l’infinito. Continua a leggere →

“I temi di Fritz Kocher” – Robert Walser

Non c’è niente da fare, Robert Walser era un poeta. Possedeva nel suo intimo la capacità di dare alle cose, così come lui le descriveva, anche a quelle più inanimate, un’anima. Leggendolo, inevitabilmente, ci si abbandona alle sue parole, se ne viene cullati e accarezzati, suscita un senso di pace e la voglia di essere in pace. Continua a leggere →

“Feria d’agosto” – Cesare Pavese

Per spiegarmi il Pavese di “Feria d’agosto” ho trovato utile adoperare come riferimento il cinema italiano anni 40/50. La lettura di Feria d’agosto mi ha infatti evocato atmosfere e dimensioni che rimandano all’ immaginario e alla visività che venivano suscitate, nel cinema di quegli anni, dalla cinematografia riconducibile al cosiddetto neorealismo. Continua a leggere →

“Cuore di cane” – Michail Bulgakov

Se è vero che il cane è il migliore amico dell’uomo è altrettanto vero che l’uomo è il peggiore amico del cane. Questa potrebbe essere la “morale” più immediata di “Cuore di cane”, il racconto che, insieme al romanzo “Il Maestro e Margherita”, costituisce una delle vette assolute dell’intera opera narrativa di Michail Bulgakov. Continua a leggere →