“Il caso Franza” – Ingeborg Bachmann

“Al primo tentativo di muoversi Franza si accorse che non ci riusciva, poiché non riusciva nemmeno a rispondergli, alla prima parola impercettibile la sabbia si sbriciolò entrandole nella bocca e negli occhi, e il fango la tenne inchiodata al suolo col peso di un quintale. Era murata viva. Lui la guardò spazientito, non capì che lei non poteva chiamare, non poteva spiegare nulla. Franza tentò di urlare. Lui continuò a non accorgersi di nulla. Il piombo le appesantiva la cuffia da bagno. Era sepolta viva.”  Vi è in questa scena l’evidenza di una condizione, quella dell’essere fagocitati, cioè dell’essere inglobati ancora vivi e distrutti. Continua a leggere

“Doppio sogno” – Arthur Schnitzler

“Doppio sogno” è un testo fortemente perturbante anzi, oserei dire, programmaticamente perturbante. E ciò non solo per quel che di tormentato e tormentante vi è nelle vicende del giovane medico Dottor Fridolin e di sua moglie Albertine, nel cui menage irromperà un universo di pulsioni e di desideri che ne destabilizzerà il profondo e li destabilizzerà nel profondo. Ma lo è, in particolare, per il concetto di perturbante che evoca il testo. Continua a leggere

“Lo straniero” – Albert Camus

Meursault dice la verità, tutta la verità. Al funerale della mamma – morta nell’ ospizio in cui era ricoverata – si diceva che avesse <<…dato prova di insensibilità>> in quanto aveva dato la sensazione che non fosse rimasto particolarmente turbato per quella morte. Vi aveva assistito a quel funerale non vi aveva “partecipato”. Continua a leggere

“La scia della balena” – Francisco Coloane

Francisco Coloane nacque in Cile, a Quemchi,  nell’ isola grande di Chiloè nel 1910. All’età di 15 anni aveva già perso entrambi i genitori. Trovandosi costretto a guadagnarsi da vivere, abbandonò la scuola e trovò lavoro come marinaio sulle barche lungo i canali della frastagliatissima, selvaggia e remota costa meridionale del Cile che, attraverso lo Stretto di Magellano, termina nella Terra del Fuoco, la cui propaggine estrema è il terribile e mitico Capo Horn oltre il quale vi sono solo gli iceberg e i ghiacciai antartici. Continua a leggere

“La panchina della desolazione” – Henry James

“La panchina della desolazione” la si può considerare, al tempo stesso, una fiaba e un incubo, come, a un certo punto, allo stesso Herbert Dodd, la vicenda, oggetto del racconto di cui egli è il protagonista, si rivela: “gli si rivelò sotto l’aspetto ad un tempo della fiaba e dell’incubo”. Continua a leggere

“Guglielmo Tell per la scuola” – Max Frisch

Non ci si faccia trarre in inganno dal titolo. “Guglielmo Tell per la scuola” non è un testo didattico in senso istituzionale – anche se, nelle intenzioni di Max Frisch, c’è da supporre che egli auspicasse che venisse letto nelle scuole, avendo peraltro tutti i crismi di un possibile utilizzo scolastico; è infatti corredato da un rigoroso ed ingente apparato di note, se ne contano ben 74, le quali occupano un numero di pagine uguale a quelle occupate dal testo vero e proprio, avendo, altresì, tali note, non solo una funzione esplicativa ma interagendo con il testo ed essendone parte integrante in quanto danno quella profondità storica, geografica, culturale, linguistica, filologica e di costume che fa da sfondo alla narrazione vera e propria – perché “Guglielmo Tell per la scuola” è, prima di tutto, uno squisitissimo divertissment letterario e, nel contempo, un impietoso e sarcastico pamphlet con cui Frisch fa a pezzi non solo il personaggio di Guglielmo Tell ma il mito fondativo stesso su cui è nata e su cui vive la Svizzera. Continua a leggere

“Il morbo di Haggard” – Patrick McGrath

“Il morbo di Haggard” è il racconto di una storia d’amore, di un amore tanto grande quanto crudele, giacché quest’ amore sarà destinato a non realizzarsi. Ma “Il morbo di Haggard” è anche il racconto di un conflitto e cioè del conflitto tra la forza di quel sentimento d’amore che, per la sua intensità, sarà la più pura espressione della passione, e la violenza del mondo intesa come imposizione di una volontà estranea a quella passione, tesa a sopraffarla per affermare se stessa. Continua a leggere

“Il viceré di Ouidah” – Bruce Chatwin

C’è stato uno scrittore e c’è stato un libro a cui sono stato e sono molto affezionato perché quello scrittore e quel libro hanno prodotto su di me, “in quel momento della mia vita”, una grande influenza e mi hanno profondamente coinvolto ed appassionato. Quello scrittore è Bruce Chatwin e il libro “Il viceré di Ouidah”. Continua a leggere

“Il diario di Jane Somers” – Doris Lessing

“Il diario di Jane Somers” è un romanzo sul mistero della vita e della morte che ha al suo centro l’essere umano assunto nella sua essenzialità. In esso vi è, prima di tutto, un’istanza fondamentale che sta nel rinnegare qualsiasi esorcizzazione della morte e qualsiasi rifiuto di quello che ad essa è connesso: deperimento, invecchiamento, fragilità, vulnerabilità, osservandone, al contrario, in modo impietoso il loro evolversi. Continua a leggere