Leggendo questo commento si noteranno concetti, brani o versi fra virgolette, seguiti, fra parentesi, dall’indicazione di autori e di loro opere. Quei concetti, brani o versi sono infatti tratti dalle opere di quegli autori. Tale scelta, nell’economia del commento, deriva dall’intenzione di evidenziare la presenza ne “La lucina” di vere e proprie assonanze tematiche, narrative e concettuali con quelle opere e con quegli autori, le quali danno la misura della ricchezza dei riferimenti e dei rimandi rinvenibili in questo testo e delle evocatività che esso suscita. Continua a leggere
Autore: ilcollezionistadiletture
“La parete” – Marlen Haushofer
“La parete” è un romanzo sul costringersi a non abbandonarsi alla follia, laddove tutto indurrebbe ad abbandonarsi ad essa. La follia è il limite estremo da non oltrepassare. Superarlo significa annientarsi, non superarlo proteggersi. La follia è prima di tutto in quella “parete”: “allungai una mano e toccai qualcosa di freddo e di liscio”. Continua a leggere
“Mendel dei libri” – Stefan Zweig
“Mendel dei libri” è un racconto brevissimo ma di squisita intensità in cui Stefan Zweig inventa un personaggio che chiunque ami i libri e la lettura vorrebbe esistesse ed amerebbe poter incontrare. Perché Jakob Mendel è un catalogo vivente. Egli infatti conosce pressoché tutti i libri che sono stati pubblicati e basta sottoporgli l’argomento a cui si è interessati ed egli sarà in grado di dirvi tutti i titoli esistenti su quell’ argomento e i relativi estremi di ciascun titolo. Continua a leggere
“La montagna incantata” – Thomas Mann
Nella “Premessa” de “La Montagna Incantata” (“L.M.I.”) Thomas Mann scrive: “Senza temere il discredito in cui versa la meticolosità siamo anzi propensi a credere che soltanto ciò che va in profondità riesca a divertire”. Attenendosi fedelmente a queste premesse egli genera un’ opera che per estensione e profondità avrà una mole tale da indurre lo stesso Mann a definirla “un mostro”: “per la sua mole l’Autore la definì “un mostro”” ( E. Pocar – “Introduzione” in T. Mann – “La montagna incantata” – Corbaccio – 1997 – p. VIII). Questa definizione può essere riferibile, in primo luogo, alla sconcertante vastità dei temi affrontati e ricompresi all’interno de “L.M.I.”. Continua a leggere
“La meravigliosa storia di Peter Schlemihl” – Adalbert von Chamisso
A un certo punto Peter Schlemihl, (P.S.), come a sancire la natura delle sue vicende dice: “Anche qui, come già spesso nella mia vita e come altrettanto nella storia del mondo, entrò in scena un imprevisto”. Ora, l’imprevisto è ne “La meravigliosa storia di Peter Schlemihl” il motore stesso della narrazione. Continua a leggere
“La dama e il boia” – Hermann Lenz
Hermann Lenz nato a Stoccarda nel 1913 e morto a Monaco di Baviera nel 1998 è stato definito l’ultimo scrittore conformista della letteratura tedesca. Questa definizione, apparentemente riduttiva, in cui convivono sia l’ aspetto stilistico che quello tematico, va tuttavia spiegata. Continua a leggere
“Il trentesimo anno” – Ingeborg Bachmann
Vi è in tutta l’opera di Ingeborg Bachmann, e nei racconti che compongono “Il trentesimo anno” in modo palese, un’esplicita istanza utopica rivolta verso una vera e propria “rifondazione” del mondo: “La libertà che intendo io: il permesso…di rifondare il mondo ex novo e di dargli un nuovo ordine”. Continua a leggere
“Romeo e Giulietta nel villaggio” – Gottfried Keller
“…e il suo viso, rivolto verso quello del povero ragazzo sgomento, era inondato di lacrime di dolore. “Vieni, baciami ancora una volta! No vattene, fuggi! E’ finita, è finita per sempre, noi non potremo mai essere uniti!” Lo mandò via ed egli…si allontanò disperato, rimanendo per tutta la notte a vagabondare nei boschi. L’indomani…tornò in città e si rintanò nella cupa miseria della sua casa.” In questa scena è descritta una delle dolorose manifestazioni di crudeltà contenute nella novella “Romeo e Giulietta nel villaggio”. Continua a leggere
“Il sottotenente Gustl” – Arthur Schnitzler
Fulminante questa novella di Schnitzler, perché, nel suo magistrale svolgimento, Schnitzler riesce mirabilmente a coniugare la rapidità e l’essenzialità della narrazione con l’ analiticità e l’imprevedibilità dello sviluppo che riesce a dare alla tensione drammatica contenuta nella vicenda narrata. Continua a leggere
“Il mare non bagna Napoli” – Anna Maria Ortese
“Da alcuni momenti provavo la stessa agghiacciante sensazione (…): che tutto fosse pensato, immaginato, sognato, e anche realizzato artisticamente, ma non vero: una inquietante rappresentazione.” Vi è in queste parole l’essenza de “Il mare non bagna Napoli”. Esse contengono e concentrano la costante di tutto il testo: quel perenne senso di sgomento che suscita il reale, la cui insopportabilità può essere detta solo se proiettata in una dimensione che la trascenda, tale da apparire come fosse un’immagine, un sogno, una creazione. Continua a leggere