“La classe” – Hermann Ungar – Seconda parte

L’ordine per il professor Josef Blau – il protagonista de “La classe” di Hermann Ungar – è la sua arma per difendersi strenuamente dal mondo, per tenerlo fuori di sé, rinchiudendo se stesso e il suo sé in una soffocante cappa di isolamento segnata da una ben precisa condizione: la lontananza interiore da tutto e da tutti. Un ordine che è non azione, immobilismo, distacco laddove per Josef Blau il muoversi, l’ esprimersi, il dirsi fa automaticamente diventare colpevoli di qualche cosa, espone a contraccolpi incontrollabili, come se l’esistenza non fosse altro che una cupa e oscura scacchiera in cui non appena si muove una pedina si mette in moto una reazione a catena incontrollabile e perciò pericolosissima nella quale un imperscrutabile destino finirà per colpire spietatamente generando colpe o, ancor peggio, letali sensi di colpa, la cui conseguenza è una rovina senza appello.

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