“La casa a nord-est”- Sergio Maldini

“La casa a Nord – Est” è, a mio parere, un romanzo intimamente e strutturalmente cechoviano. Lo è intimamente perché in esso vi sono atmosfere, ambientazioni e andamenti narrativi che richiamano quelli di Cechov e lo è strutturalmente perché vi è quello stesso progressivo procedere dei protagonisti verso la disillusione e verso la dissoluzione delle speranze e dei progetti che essi avevano su di sé e sulla vita, come appunto accade in Cechov. Continua a leggere

“Il verbale” – Jean-Marie Gustave Le Clezio

Si prova invidia, alla fine, per Adam Pollo. E’ riuscito a ottenere quello che voleva. “Adam è nell’ ostrica e l’ostrica è in fondo al mare”. Spogliatosi di tutto e spogliato di tutto, anche della libertà, la libertà? Che cos’è la libertà?  Quale libertà? Non esiste la libertà, dal momento che siamo obbligati ad esistere. Continua a leggere

“Il tallone d’Achille” – Manes Sperber

Manes Sperber, nato nel 1905 in Galizia da una famiglia ebraica, è stato scrittore e saggista, ma volendo darne una definizione sintetica lo possiamo sicuramente definire come un importante figura intellettuale del ‘900, giacché, nella sua vita, ha avuto vasti e rilevanti interessi culturali e disciplinari, nonché politici ed istituzionali. Si è occupato di psicologia (è stato allievo e collaboratore di Adler, il fondatore della psicologia individuale comparata), ma si è occupato anche di sociologia, di filosofia, e di letteratura. Continua a leggere

“Il passeggero segreto” – Joseph Conrad

Questa edizione: “Conrad – “Il passeggero segreto” – Biblioteca del viaggiatore – Passigli Editori – 1986” contiene due famosi racconti di Joseph Conrad: “Il passeggero segreto” e “Gioventù”. Pur facendo entrambi parte del classico solco conradiano dei cosiddetti “racconti di mare”, tuttavia meritano e richiedono di essere trattati e commentati separatamente. Continua a leggere

“Il leone non mangia la vera vergine” – Jonathan Swift

In “Il canone occidentale” Harold Bloom accennando di sfuggita a Jonathan Swift, (Dublino 1667 – 1745), a proposito della sua ironia dice: la “…ferocia dell’ironia di Swift, che è un corrosivo universale…” E, in effetti, alla luce della lettura dei testi di Swift contenuti in questo esile libretto, il cui titolo coincide con il primo dei 6 fra racconti e dissertazioni in esso riportati, si resta colpiti dalla radicalità dell’ironia di Swift che talora rasenta il disumano e che, in generale, appare impietosa verso i suoi contemporanei e verso il genere umano nel suo insieme. Continua a leggere

“Il giocatore” – Fedor Dostoevskij

“Quando conosce Dostoevskij, Anna [ Anna Grigor’evna che diventerà poi sua moglie ] ha vent’ anni, mentre lo scrittore ne ha quarantacinque. D. si sta affermando come romanziere – sta uscendo Delitto e castigo a puntate sul Messaggero Russo – ma è in un momento molto critico a causa di un contratto capestro con l’editore Stellowskij. Se non consegna un racconto lungo entro il primo novembre 1866, perde tutti i diritti sulle opere future per dieci anni. E intanto deve continuare Delitto e castigo. E’ all’ inizio di ottobre che, disperato, ascolta il consiglio degli amici di prendere una stenografa e dettare anziché scrivere. Così detta ad Anna e in ventisei giorni è pronto Il giocatore, in tempo per sfuggire all’ editore bandito” (“Anna G. Dostoevskaja: il tempo, la società” di Donatella Borghesi p. VI – in Anna G. Dostoevskaja –  “Dostoevskij mio marito” – Bompiani – 1977) Continua a leggere

“Il custode” – Carmelo Samonà

“In un luogo di cui non so nulla, a una distanza che mi sembra incolmabile da tutto ciò che un tempo mi fu familiare – o appartenne, anche se remotamente, al mio mondo – una stanza anonima, immersa quasi sempre in una leggera penombra, ospita il mio corpo contro la mia volontà. Non ho che da forzare un poco la maniglia dell’unica porta, e subito la gravità della mia condizione mi è nota. Sono costretto in uno spazio di cui ignoro anche le più immediate adiacenze e dove ogni rapporto col mondo esterno mi è rigidamente vietato, ogni via d’uscita preclusa. Non ho, accanto a me, compagni di prigionia con cui confidarmi, non vi sono custodi che mi diano qualche segno d’una loro volontà di intrattenermi o parlarmi….Vittima di una sorveglianza meticolosa, ho rinunciato da tempo anche a qualsiasi progetto o tentativo di fuga.” Continua a leggere