“Il giocatore” – Fedor Dostoevskij

“Quando conosce Dostoevskij, Anna [ Anna Grigor’evna che diventerà poi sua moglie ] ha vent’ anni, mentre lo scrittore ne ha quarantacinque. D. si sta affermando come romanziere – sta uscendo Delitto e castigo a puntate sul Messaggero Russo – ma è in un momento molto critico a causa di un contratto capestro con l’editore Stellowskij. Se non consegna un racconto lungo entro il primo novembre 1866, perde tutti i diritti sulle opere future per dieci anni. E intanto deve continuare Delitto e castigo. E’ all’ inizio di ottobre che, disperato, ascolta il consiglio degli amici di prendere una stenografa e dettare anziché scrivere. Così detta ad Anna e in ventisei giorni è pronto Il giocatore, in tempo per sfuggire all’ editore bandito” (“Anna G. Dostoevskaja: il tempo, la società” di Donatella Borghesi p. VI – in Anna G. Dostoevskaja –  “Dostoevskij mio marito” – Bompiani – 1977) Continua a leggere

“Cuore di cane” – Michail Bulgakov

Se è vero che il cane è il migliore amico dell’uomo è altrettanto vero che l’uomo è il peggiore amico del cane. Questa potrebbe essere la “morale” più immediata di “Cuore di cane”, il racconto che, insieme al romanzo “Il Maestro e Margherita”, costituisce una delle vette assolute dell’intera opera narrativa di Michail Bulgakov. Continua a leggere

“Autobiografia” – Boris Pasternak

Questa “Autobiografia” che risale al ’57, coeva cioè de Il dottor Zivago fu “inizialmente concepita da Pasternak (P.) come introduzione a una nuova raccolta di poesie inedite e disperse”. E, come lo stesso P. ci dice nella “Prima conclusione”, la necessità di pubblicare queste poesie era giustificata dal fatto che per lui rappresentavano “i gradi preparatori del romanzo”, intendendo ovviamente Zivago: “… perché servono di introduzione ad esso che qui io le ristampo”. Continua a leggere

“Il viaggiatore incantato” – Nikolai Leskov

“Il viaggiatore incantato” è uno dei due racconti che compongono il volume, da cui, appunto, prende il titolo. L’altro è “L’angelo suggellato”.Ebbene consiglio vivamente di leggere questi due racconti, perché sono di rara bellezza, perché sono espressione di una originalità di scrittura fuori dal comune, perché sono di Nikolai Leskov, che, se pur meno famoso degli altri grandi scrittori russi suoi contemporanei, è, in realtà, anch’egli uno dei grandissimi della letteratura russa dell’Ottocento: così lo definiva peraltro, già allora, Tolstoj. Continua a leggere