“Amore” contiene tre racconti brevi di Inoue Yasushi, apparsi tra il 1950 e il 1951 e poi raccolti in volume nel 1959, i quali, come si deduce dal titolo, hanno al loro centro il tema dell’amore, tema peraltro caro a Yasushi, costituendo uno dei suoi filoni narrativi, al quale fa capo anche “Il fucile da caccia”, il suo romanzo d’esordio, altresì considerato il suo capolavoro. Va subito detto, a proposito di questi racconti, che non vi è in essi alcun rimando a un’idea dell’amore inteso come passione gioiosa e travolgente, capace di svilupparsi in modo lineare e di risolversi in modo compiuto. Al contrario il sentimento dell’amore così come ce ne parla qui Yasushi è un sentimento che produce contrasti, che si manifesta in situazioni contrastate e che quando appare si presenta in modo improvviso, come una rivelazione da cui si è catturati e da cui scaturisce una intima e segreta bellezza che appartiene a quel preciso momento della sua apparizione.
Letteratura giapponese
“L’anulare” – Yoko Ogawa
Ci sono testi che sfuggono ad una immediata comprensione, celati, come essi sono, in una loro misteriosa attrazione. Testi in sé esili e impalpabili e, purtuttavia, pregni di una loro densità la quale costringe a riflettere, a porsi domande, a cercare di carpirne il segreto e i segreti. Testi che si rendono accattivanti per la loro scrittura lieve e apparentemente inoffensiva ma che contengono una loro perentoria durezza che li rende taglienti e stranianti. Testi che se pure si sottraggono tuttavia affascinano, che se pure sono intrisi di non detto tuttavia si imprimono per la laconicità di ciò che vi è detto, che se pure sono immersi nel silenzio tuttavia risuonano di echi profondi.
“Il fucile da caccia” – Inoue Yasushi
“…in quel periodo, in seguito ad un evento casuale, ero stato colpito dal nesso tra un fucile da caccia e la solitudine umana…”. Lo strano simbolismo contenuto in quel nesso si traduce, poco dopo, in una poesia in cui vi è l’evocazione della figura di un solitario cacciatore a cui “Il suo fucile da caccia, lucido e splendente, gli preme sul fianco, scavando nello spirito solitario, nella carne solitaria.”
“Il paese delle nevi” – Yasunari Kawabata
“…il romanziere (l’immaginario romanziere di Kawabata) vive in solitudine, senza rapporto con la realtà, interamente dedito alla propria arte. Nella sua vita non esiste che la carta e la penna… Continua a leggere