Winfried Sebald in quella sua bellissima raccolta di “profili” di alcuni autori a lui cari che ha per titolo “Soggiorno in una casa di campagna”, dedica uno di tali “profili” ad uno degli autori da lui più amati: Robert Walser del quale ne dà questa descrizione: “Robert Walser era nato, credo, per un viaggio silenzioso…un viaggio nell’aria. Sempre…egli vuole innalzarsi oltre la pesante vita terrena, vuole dileguarsi tacito e lieve in direzione di un mondo più libero.” (W. Sebald – “Le promeneur solitaire. In ricordo di Robert Walser” in W. Sebald – “Soggiorno in una casa di campagna” – Adelphi – 2012 – p. 135). Ebbene queste stesse parole che Sebald riferisce al modo di porsi di Walser nella sua vita e nelle sue opere potrebbero essere dette, ancor più appropriatamente, con riferimento al personaggio di Anteo Aldobrandi, il protagonista de “Il levitatore” di Adrián Bravi. In quanto Anteo non solo con lo spirito ma anche con il corpo tende a sollevarsi da terra giacché è dotato, in modo naturale, della capacità di levitare cioè di staccarsi dal terreno restando sospeso, in quella condizione di “sgravitato”, in modo stabile. Ad Anteo infatti non occorre sollevarsi di tanto; seduto sul suo cuscino preferito ed incrociate le gambe, per lui “…l’importante…è riuscire a staccarsi e a mantenere una propria stabilità.”
Winfried Sebald
“Lettere d’amore tradite” – Gottfried Keller – Prima parte
“Gottfried Keller (1819-1890): massima gloria della letteratura svizzera dell’ Ottocento è uno dei più grandi narratori di lingua tedesca. Il suo romanzo “Enrico il Verde” <<è indubbiamente la migliore autobiografia poetica della letteratura tedesca dopo “Poesia e verità” di Goethe>> (Mittner). Per questo romanzo, e in generale per tutta l’opera di Keller, Robert Walser nutrì un’ammirazione sconfinata, come attestano numerosi giudizi e accenni contenuti nel presente libro.”(Nota N. 4 in Carl Seelig – “Passeggiate con Robert Walser” – Adelphi – 1994 – p.202)